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I
colori per l'acquerello si ottengono mescolando
pigmenti in polvere con una sostanza addensante
solubile in acqua, la resina di acacia,
detta gomma arabica, che serve a solidificare
il colore e a legarlo al supporto. La
stesura si effettua stemperando in acqua
i colori con il pennello al momento dell'uso.
Il termine 'acquerello' compare nel Settecento,
ma fin dall'antichità sono state
utilizzate tecniche basate sullo stesso
principio, ad esempio per i papiri dell'antico
Egitto
o per le pitture a inchiostro in Estremo
Oriente. L'acquerello discende dalla tecnica
medievale della miniatura, per la quale
si utilizzavano pigmenti uniti a chiara
d'uovo o gomma arabica; anche la tecnica
dell'affresco era basata sull'uso di pigmenti
solubili in acqua, con l'aggiunta però,
in età bizantina e medievale, di
sostanze opacizzanti di colore bianco
(calce o gesso), in modo analogo a quanto
avviene nella tecnica moderna della gouache.
Alcuni artisti come il
Guercino, Claude Lorrain e Rembrandt si
servirono del bistro (fuliggine di faggio
in sospensione acquosa, di colore marrone)
e della seppia per riprodurre sinteticamente
gli effetti atmosferici e il gioco della
luce naturale nei loro studi di paesaggio.
Solo alcuni paesaggisti olandesi sperimentarono
in questo periodo l'uso dei colori.
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